Una domenica “avventurosa” al Monte Tamaro

Il caldo è arrivato così al improvviso e nei centri città l’afa rende già l’aria pesante. Durante il weekend molti scappano nei laghi limitrofi per rinfrescarsi, noi questa domenica abbiamo trovato la nostra oasi di fresco al Monte Tamaro, nelle Prealpi Luganesi.

Sveglia presto e dopo una sana e abbondante colazione partiamo all’avventura del Monte Tamaro. Arrivati a Rivera, lasciamo la macchina nel ampio posteggio accanto al impianto di risalita.

Anni indietro, quando anche nelle nostre zone le nevicate erano abbondanti al Monte Tamaro si sciava, visto il cambiamento climatico si sono dovuti reinventare, e ad oggi è una rinnomata meta estiva grazie alle diverse strutture presenti sul monte. Oltre ai bellissimi sentieri, tra cui la traversata Tamaro – Lema, il Monte Tamaro dispone di un impianto per la tirolese, un percorso su rotaia con una slitta biposto adatta anche ai bimbi più coraggiosi, un parco giochi per i più piccoli ed un meraviglioso Parco Avventura al interno del bosco costruito su meravigliosi faggi secolari, nei pressi della stazione intermedia della cabinovia.

Noi abbiamo deciso di fare il “Parco Avventura”e dopo esserci imbragati, prima di iniziare, un veloce video mostra i modi per utilizzare i moschettoni, la piccola carrucola e le regole generali del parco. Insieme ad un insegnante si fa un piccolissimo percorso prova e poi via, nel bosco ad arrampicarsi!

Il percorso si suddivide in tre livelli di difficoltà, per gli adulti è necessario solo il briefing iniziale, gli esercizi sono in totale 32 ma si è comunque liberi di scegliere se completare tutto il percorso o se scendere prima dei livelli più difficili. Mentre per i bambini oltre al briefing è necessaria la sorveglianza di un famigliare, il percorso è composto da 13 esercizi. Vi garantisco che il divertimento è assicurato per tutti, anche per i più fifoni come me!

L’intero percorso dura in media circa un’ora e mezza e una volta finito non è più possibile rifarlo. Decidiamo così di riprendere la cabinovia e salire fino all’Alpe Foppa. Ci sarebbe piaciuto pranzare al rifugio che si trova poco prima della vetta, sicuramente è più caratteristico, purtroppo era chiuso quindi ci siamo diretti al ristorante self-service “Alpe Foppa”.

Dopo la pausa pranzo visitiamo la Chiesa Santa Maria degli Angeli, progettata dal architetto Mario Botta tra il 1992 e il 1996. Costruita su di un pendio, si apre ad un panorama mozzafiato. Al suo interno e sul soffitto della passerella che vi porta al entrata, potrete osservare i dipinti del noto pittore Enzo Cucchi.

L’ora del rientro e arrivata visto che l’ultima corsa e alle ore 17.00, affaticati ma divertiti come dei bimbi, riprendiamo la cabinovia. Il Monte Tamaro, oltre ad essere una montagna di divertimento, è anche il posto ideale per un semplice picnic dove trascorrere una piacevole giornata immersi nella natura.

 

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